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Turno scoperto in assistenza domiciliare: la procedura

Dario Maggioli ·

Turno scoperto in assistenza domiciliare: la procedura

Sono le 6:40 e un operatore ti scrive che non riesce a entrare in servizio. Alle 8:00 ci sono tre utenti da assistere, uno dei quali non può restare senza alzata e igiene. Ogni minuto conta, ma la fretta è anche il momento in cui si sbaglia di più: si chiamano sempre le stesse due persone, si allunga un turno senza controllare i riposi, ci si dimentica di avvisare la famiglia.

Un turno scoperto in assistenza domiciliare non si gestisce a memoria. Qui trovi una procedura in sei passaggi, i criteri per scegliere il sostituto, un modello di catena di sostituzione da preparare prima e una checklist. Per i limiti orari ci basiamo su D.Lgs. 66/2003 e CCNL Cooperative sociali 2023-2025; dove non c'è una fonte lo diciamo: è buona pratica operativa.

I primi 30 minuti: la procedura in sei passaggi

  1. Registra l'assenza. Chi, quale turno, da quando, per quanto tempo si prevede. Il CCNL (art. 71) chiede di comunicare la malattia al più presto e comunque entro la prima ora prevista per l'inizio del lavoro: l'avviso arriva spesso a ridosso del turno, per questo la catena deve essere già pronta.
  2. Fai il triage delle visite. Separa ciò che non si può saltare (igiene, alzata, pasti, bisogni assistenziali urgenti) da ciò che si può spostare nella giornata e da ciò che si può rinviare con accordo.
  3. Scorri la catena di sostituzione, nell'ordine stabilito (vedi sotto).
  4. Controlla i limiti prima di confermare: riposi, ore residue, qualifica richiesta.
  5. Avvisa utenti e famiglie.
  6. Chiudi il cerchio. Conferma scritta al sostituto con le informazioni essenziali e annota ore svolte, eventuali straordinari e riposi compensativi da recuperare.

Come avvisare utente e famiglia

Non citiamo una norma: è buona pratica. Verifica però carta dei servizi, capitolato o contratto con il committente.

Un messaggio efficace è breve: chi viene (o il nuovo orario), a che ora, un recapito per le urgenze. Non servono i motivi dell'assenza. Se arriva un operatore sconosciuto, meglio una telefonata, soprattutto con persone fragili; al sostituto passa le informazioni essenziali: abitudini, accessi, cautele.

Scegliere il sostituto: criteri e limiti orari

I quattro criteri

Che cosa dicono norma e contratto

Quanto segue vale per le cooperative che applicano il CCNL Cooperative sociali; in caso contrario verifica il contratto applicato. Fonti consultate il 14 ottobre 2026.

Un modello di catena di sostituzione

Prepara la catena prima dell'emergenza. Per ogni livello definisci chi chiama, entro quanto tempo passare al successivo (ad esempio 10 minuti, valore ipotetico da adattare) e quali verifiche fare.

LivelloChiVerifica prima di confermare
1Operatori già in servizio nella zona, con margine nel giro visiteNessuna ora extra; le visite spostate restano sostenibili
2Operatori del pool di disponibilità dichiarataFascia e zona dichiarate, riposo di 11 ore
3Part-time con ore residue sul contrattoLimite del 40%, consenso dell'operatore
4Pronta disponibilità, se prevista da accordo aziendaleTurni e durata nei limiti dell'art. 58; la chiamata è straordinario
5Full-time con straordinario disponibileTetto annuo, riposi, media settimanale
6Collaborazioni con altre realtà del territorio, se previsteQualifica, presentazione all'utente, accordi con il committente

Chi chiama chi. Decidi in anticipo chi chiama (il coordinatore o un suo vice), chi autorizza gli straordinari e chi informa il responsabile del servizio. Se nessun livello funziona, riduci il servizio secondo il triage e avvisa il committente se serve.

Prevenire: pool di disponibilità e reperibilità

Checklist e prossimo passo

Prima (una volta al mese)

Durante (il giorno dell'assenza)

Dopo

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